Mangiare Matera

Il marchio MANGIARE MATERA vuole portare, sulle nostre tavole e nelle nostre cucine, il meglio della produzione agroalimentare lucana. Ogni prodotto è selezionato con cura, seguito dal campo sino alla tavola, per farci riscoprire i sapori genuini di un tempo.

Finalmente a (cacio) cavallo….

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La colllina materana è meravigliosa.

Quando prendi l’auto per partire da Matera (una delle città più belle e antiche del mondo) e ti muovi verso l’interno della provincia, puoi godere di panorami che hanno poco da inviare ai più blasonati (e conosciuti) paesaggi toscani.

Lo scorso giovedì mi sono recato a Ferrandina per visitare delle care amiche, alle quali avevo “estorto”, senza alcuna difficoltà però, una donazione del loro prodotto per una cena di beneficienza materana, in favore delle famiglie coinvolte da un crollo di appartamenti che, purtroppo, ha sottratto una giovane vita alla sua famiglia, e lasciato in seria difficoltà altre famiglie.

Con gli amici Leo Lacatena, di Osteria dei sassi, e Ferdinando e Maricla Paolicelli, del Ristorante ‘900, abbiamo pensato di organizzare due serate per la raccolta fondi ed alcuni produttori “amici” si sono messi immediatamente a disposizione.

Fra questi anche la famiglia Di Gilio, ed in particolare le mitiche sorelle Lucrezia e Maria Carmela, con i loro fantastici formaggi!

La loro Azienda Agricola si trova in Contrada Uggiano, proprio sotto le rovine del Castello di Uggiano, a circa 6kg dal centro abiitato di Ferrandina.

Ferrandina si distingue ed è famosa per la produzione di olio extravergine di oliva (cosa credete, che il richiamo ai paesaggi toscani sia stato casuale? 😉 ), produzione che ha la sua punta più elevata con l’oliva majatica, una cultivar particolarissima e che, nella versione “infornata” si fregia del riconoscimento di Presidio Slow Food.

Ma devo confessarvi che anche per quanto riguarda il formaggio, qui si scherza poco!

L’azienda Di Gilio utilizza il latte dei propri animali, coccolati ed accuditi come fossero amici di famiglia (e si meritano tutte le coccole possibili, visti i risultati!).

Ad accogliermi in azienda è stato il sig. Antonio Di Gilio, un uomo che appartiene alla vecchia generazione (ovviamente accompagnato da tutti i cuccioloni presenti in azienda).

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Lo trovo in abiti da lavoro, sempre pacioso e sorridente.

Mmi ricorda, ogni volta che lo vedo, la forma di uno dei suoi mitici caciocavalli di podolica; testa tonda su corpo tondo, a racchiudere una grande bontà e genuinità.

Gli voglio bene, sul serio, perchè mi ricorda la Lucania che lavora, che produce qualità, nonostante tutto: nonostante le tasse, le leggi incerte o ingiuste, la burocrazia killer, la crisi economica e quello che ti manda il cielo.

Sarà per questo affetto che mi frega sempre: arrivo di fretta, vado di fretta, ma lui mi invita ad entrare per un saluto veloce che, immancabilmente, si trasforma in una colazione di lavoro!

Un vinello casereccio (rigorosamente in bottiglia di plastica riciclata da una vecchia aranciata o acqua minerale), i formaggi della casa (pecorini e provoloni di certissima provenienza), salumi “fattiveramenteincasa” ed un caffè per chiudere la conversazione.

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Conversazione che, giusto per capire, è durata circa un’oretta, fra un cicchetto di vino ed un pezzo di caciocavallo (alla faccia della fretta e di mia moglie che mi aspettava per il pranzo)!

Prima di andare a prelevare le forme (vera ragione del viaggio) mi affaccio per godermi la visuale.

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Come al solito, concordiamo su tutto quello che ci siamo detti e questo mi fa sempre molto piacere, perchè porto via da Ferrandina e da quella azienda, qualche perla di saggezza, tanta serenità e, soprattutto, dei fantastici formaggi!

L’ultimo passo, prima di andare via, è proprio quello della scelta, ma qui ce ne è solo l’imbarazzo!

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Alla fine della visita, soprattutto, riesco a dimenticare, per qualche ora, i veleni, le incazzature, le delusioni: potere del caciocavallo, ma anche dei legami solidi, del rispetto reciproco, dell’amore per la mia terra.

Un amore che spesse volte non è compreso da tutti: ma chi se ne frega, mi consolo con i formaggi e l’olio EVO di Ferrandina!

 

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2 commenti su “Finalmente a (cacio) cavallo….

  1. Mimmo Modarelli
    14 febbraio 2014

    Cara vecchia Lucania

  2. ANNA MILETI
    11 marzo 2014

    Ciao, sabato sarà a mater e vorrei sapere come si chiama l’Azienda Agricola di cui avete parlato, grazie! E magari anche una dritta per mangiare di gusto, arigrazie!

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Questa voce è stata pubblicata il 13 febbraio 2014 da in Mangiare a Matera con tag , .
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